
"L'unica volta in cui mi sono messa in topless, cosa che odio, è stata dentro una grotta sperduta, sul mare, e un fotografo è riuscito a beccarmi. Alcune foto di nudo che girano su Internet sono fotomontaggi, non farei mai un calendario, non fa per me". L'intervista con Laura Freddi si chiude proprio così, l'argomento è la scelta delle foto per l'articolo. E spunta questo aneddoto curioso che l'ex primadonna di Buona Domenica racconta con grande simpatia, tipica dei romani de Roma come lei, che ora sta girando una puntata della fiction I Cesaroni, in cui interpreta il ruolo di una cameriera che seduce Claudio Amendola.
Ci racconti il
suo personaggio...
Nella fiction sono una ragazza che è stata appena licenziata e
trova lavoro in un locale di proprietà dei Cesaroni che cercano una cameriera.
Claudio Amendola mi assume. Di me si innamora il fratello di Claudio, e poi lui
stesso che però è sposato, la moglie si trova in America. Anch'io mi innamoro di
Claudio e cerco di fare tutto il possibile per irretirlo, ma alla fine vengo
licenziata.
Le piacerebbe
continuare a recitare?
Sì, avevo già recitato nella serie Una donna per amico (Laura era
Rita Lanceri Krauss, rappresentante di medicinali, ndr), poi devo dire non ho
più coltivato questa passione che ho preferito comunque sperimentare sul campo
piuttosto che frequentare corsi di recitazione. Resto comunque legata alla
televisione, al varietà.
Quattro anni a
Buona Domenica: che tipo di impronta pensa di aver lasciato al
programma?
Credo di aver lasciato un buon segno, lo vedo dall'affetto che la
gente mi dimostra per strada, mi domandano: perché non ci sei più? So anche che
arrivano molte mail alla redazione di Buona Domenica in cui chiedono di me
(anche a Tgcom sono arrivate molte mail di ammiratori, ndr).
Quando è arrivata
Roberta Capua lei ha recitato nella sit-com Condominio con Claudio
Lippi e Fanny Cadeo. Si è sentita un po’ messa da parte?
No, quello no, anzi Maurizio Costanzo mi ha dato la possibilità di
esprimermi in modo diverso. Avevo presentato, ballato, cantato. E ho scoperto
che quella sitcom è piaciuta molto ai bimbi, che io adoro, divertente era
anche la sigla in cui venivo rappresentata come un cartone animato. Dietro quei
venti minuti c'erano ore di lavoro, firmava la regia Enrico Vaime.
A proposito di
Costanzo, lui al tempo ha detto: “Laura è la ragazza più semplice, umile e
pulita che abbia mai trovato”.
Mi viene da dire purtroppo, nel senso che nell'ambiente dello
spettacolo è più difficile emergere con queste caratteristiche, io poi non sono
pr di me stessa e non amo la mondanità, ma amo molto il mio mestiere e voglio
regalare emozioni al pubblico.
Ha incontrato tanti squali nel mondo dello spettacolo?
Mi ritengo fortunata, ne ho incontrati pochi e quando è successo ho
cambiato subito strada.
Cosa ricorda del
suo esordio nel '92 a Non è la Rai?
Lì sì che era tutto uno sgomitare, venivo esclusa, io poi non sono
mai stata gelosa, cadevo sempre dalle nuvole. Mi nascondevo dietro la palma, e
Boncompagni notò questa mia propensione a farmi da parte. Forse tanti non sanno
che ad alcune di noi, le prescelte, fecero fare due anni di scuola con lezioni
di recitazione, danza e canto. Io cantavo con la mia voce vera, non con quella
delle coriste. Da sempre amo cantare, certo non mi ritengo una cantante ma sono
intonata.
Lei ha cantato
anche al Festivalbar nel '94...
Sì era l'edizione che conducevo con Amadeus e Federica Panicucci. Presentai
il cd Tempo di vita, Vittorio Salvetti, che ora non è più con noi, mi dette
questa grande opportunità. Ricordo che quando intonai il motivo: per non volare,
caddi dal palco da 5-6 metri di altezza, e atterrai in mezzo al pubblico. Ho
pianto per una settimana, al tempo ero una ragazzina. Ora che ci penso, mi sono
tirata addosso anche il pannello con le rotelle dietro al quale facevo lo
spogliarello di Nove settimane e mezzo in una puntata del Quizzone con Gerry
Scotti. Antonio Ricci lo utilizzò come sigla per Paperissima, che ridere...
A proposito, molti la ricordano ancora sul bancone di Striscia,
come velina al fianco di Miriana Trevisan. Ancora non era scoppiato il binomio
velina-calciatore...
Ma il binomio veline-calciatori c'è sempre stato secondo me, già
negli anni Sessanta le donne dello spettacolo avevano storie con i giocatori,
voglio dire non ci trovo nulla di strano. Anch'io sono stata fidanzata con un
calciatore (Fabio Galante, ndr), ero emozionata quando lo seguivo alla stadio.
Ormai dilaga il luogo comune: le veline sono stupide, si fidanzano appunto con i
calciatori. Non credo affatto che le veline siano stupide, anzi. Però ho più
dubbi sui giocatori, vabbé lasciamo stare...(e ride di gusto, ndr).
Pamela Petrarolo,
ex Non è la Rai, ha partecipato al reality La Fattoria. Lei ha
mai ricevuto proposte del genere?
Sì, mi era stato proposto di fare l'inviata della Talpa, ma ho
rifiutato perché tre mesi lontano dai miei affetti erano troppi. Non credo di
essere adatta a un reality, chiusa con altre persone verrebbe fuori il peggio di
me.
Ripeterebbe
l'esperienza di Zelig in tour?
Sì, è stata una delle mie più belle esperienze professionali e
anche una bella fatica perché abbiamo toccato città diverse con 10-15mila
persone a seguirci. Mi ricordo allo stadio Olimpico una grande emozione.
Il 19 maggio ha
festeggiato il suo compleanno: c’è un regalo professionale che vorrebbe farsi?
Vorrei regalarmi la possibilità di fare la scelta giusta, adatta a
me in campo professionale. Come prossimi impegni, oltre ai Cesaroni, ho
anche uno speciale musicale per La7 che andrà in onda il 16 giugno.
Federico Pini
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Ringrazio Federico Pini per la splendida intervista e per la disponibiltà nel realizzare l'intervista!!!